Ho speso oltre metà della vita a occuparmi del discorso che definisco "una rivolta individuale". Così come il volto, anche le parole hanno un destino di continuo mutamento: nonostante appaiano ogni volta nuove, circolano sempre sulla medesima traiettoria. Le idee che compongono il mio discorso non vengono rappresentate dall'estetica delle parole, ma dalla volontà di sperimentarle attraverso la propria vita. Queta esperienza è il presupposto del mio scrivere e - mi auguro - la conseguenza del vostro leggere.


Queste opere di "scrittura visiva" rimandano a un cammino molto lungo. Il dialogo con esse si sviluppa anteponendo il disincanto espresso nei quadri neri alla rivolta rappresentata nei quadri bianchi. La sequenza dei quadri neri descrive un tragitto finalizzato alla demolizione di miti percepiti come stati di natura, lasciando ai quadri bianchi il compito di incitare la volontà verso lo sforzo di divenire ciò che si è.

Le atmosfere che caraterrizzano il percorso delineato dalle tavole si configurano attraverso la fondamentale vitalità della sintesi, poichè non sono rivolte ai luoghi del sapere, ma a quelli del vivere. Come l'atemporalità del pensiero che qui viene rappresentato possa declinarsi nel presente è qualcosa che dipende da ognuno di noi. Il dono che desidero lasciare è semplicemente una dote di coraggio per chi, da solo, combatte per costruire e si difende dall'essere costruito.

Alessandro Aleotti


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